{"id":723,"date":"2018-01-14T14:17:48","date_gmt":"2018-01-14T14:17:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.taichicomo.it\/?p=723"},"modified":"2018-01-14T14:40:52","modified_gmt":"2018-01-14T14:40:52","slug":"tai-chi-chiave-antica-per-ritrovare-la-nostra-essenza-dimenticata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.taichicomo.it\/?p=723","title":{"rendered":"Tai Chi, chiave antica per ritrovare la nostra essenza dimenticata"},"content":{"rendered":"<p><em>&#8220;Cerchiamo che ogni momento ci appartenga:<\/em><br \/>\n<em>ma non sar\u00e0 possibile, se, prima,<\/em><br \/>\n<em>non cominceremo noi<\/em><br \/>\n<em>ad appartenere a noi stessi.&#8221;<\/em><\/p>\n<p><em>Seneca<\/em><\/p>\n<p>Uno dei desideri pi\u00f9 gettonati \u00e8 oggi poter non tanto fermare le lancette dell&#8217;orologio, ma rimpadronirsi &#8220;di una parte di tempo&#8221; che ogni giorno passa sempre pi\u00f9 veloce, scavalcandoci, travolgendoci, squilibrando massicciamente cos\u00ec l&#8217;ago della nostra bilancia ancestrale.<br \/>\nTroppo veloci, dunque. Uomini e donne.<br \/>\nLa modernit\u00e0 ha partorito il grande inganno: l&#8217;illusione di un&#8217;equiparazione dei ruoli.<br \/>\nQuesto movimento in progressiva accelerazione ha fatto si che la linea di equilibrio tra YANG e YIN ovvero tra forza e dolcezza, tra maschile e femminile, accentuasse la sua forma convessa sottraendo spazio alla componente femminile.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.taichicomo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/yinyang.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-247\" src=\"https:\/\/www.taichicomo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/yinyang.jpg\" alt=\"yinyang\" width=\"330\" height=\"247\" \/><\/a><br \/>\nTutto questo ha favorito un&#8217; inebriante affermazione della componente maschile virile e materialista a discapito della componente femminile e sentimentale.<br \/>\nTradotta in termini taoisti, un eccesso di YANG.<br \/>\n\u00c8 un divorzio dall&#8217;interiorit\u00e0, dall&#8217;attitudine placidamente concava e accogliente dello YIN.<br \/>\nQuesti termini taoisti YANG e YIN che, come detto sopranzi, rappresentano il maschile e il femminile, sono la base di una delle pi\u00f9 antiche discipline taoiste cinesi: il Tai Chi.<br \/>\nNonostante la nostra vita occidentale abbia delle radici culturali e spirituali assai distanti e differenti rispetto tale concezione filosofica orientale, in quest&#8217;ultima possiamo cogliere la chiave alchemica per porre sia rimedio a quello squilibrio che \u00e8 sempre pi\u00f9 evidente e ormai poco tollerato, sia riportare ordine in modo armonico e sereno tra corpo e mente, tra uomo e donna, tra materialit\u00e0 e interiorit\u00e0, tra forza e morbidezza.<br \/>\nPraticando il Tai Chi si ha la dimostrazione fisica di come la cedevolezza e la morbidezza possano prevalere sulla forza e sulla durezza; offre una risorsa illimitata per rivalutare le potenzialit\u00e0 dello YIN, del femminile: un&#8217;indispensabile strumento per le donne per ritrovare la potenzialit\u00e0 del proprio essere profondo ancestrale, del proprio essere motore, della sessualit\u00e0 e della vita.<br \/>\nTutto ci\u00f2 in contrapposizione al modello corrente di emulazione del maschile con la mera illusione di un&#8217; uguaglianza che non trova riscontro in nessun luogo in natura.<br \/>\nNel contempo la pratica del Tai Chi pu\u00f2 aiutare a far riemergere in modo riequilibrato la fermezza e la forza dello YANG anche a quella donna che, spaventata dall&#8217;aggressivit\u00e0 esterna, rifugge dall&#8217;emulazione maschile disconoscendo nella propria essenza la pur necessaria, misurata, componente maschile.<br \/>\nQuesta pratica pu\u00f2 essere anche un valido strumento per l&#8217;uomo anch&#8217;esso vittima del nostro tempo, ossessionato da prestazioni che lo pongono in un interminabile conflitto allontanandolo sempre pi\u00f9 dalla vita, dall&#8217;amore; uno strumento che gli permetta di scoprire dentro di s\u00e9 la tenerezza del bimbo accolto dalle braccia della madre.<br \/>\nIl Tai Chi ci appare come una sequenza di movimenti di lentezza misurata, nella quale si alternano figure che ci rimandano alle delicate movenze di alcune specie di animali come la gru bianca che spiega le ali piuttosto che il serpente che dardeggia la lingua.<br \/>\nLa bellezza formale dei movimenti \u00e8 arricchita dalla morbidezza che si esprime come in alcuni eventi naturali, quali il fluire dell&#8217;acqua, l&#8217;agitarsi delle nuvole, il calore e l&#8217;espansione del fuoco.<br \/>\nIl Tai Chi inoltre riapre una finestra sull&#8217;esterno che la frenesia del nostro tempo aveva inevitabilmente chiusa, ci rieduca a relazionarci.<br \/>\nRelazionarci con l&#8217;esterno; certo, questo importantissimo punto del nostro vivere sociale puo&#8217; essere rivisitato grazie ad un elemento basilare che caratterizza la disciplina del Tai Chi: il &#8220;Twei Shou&#8221;. In questo difficile nome cinese e&#8217; racchiuso il significato interrelazionale di una pratica che viene eseguita in coppia. Se facciamo mente locale a come oggi la vita sociale allontani sempre di piu&#8217; da noi un contatto umano inteso come manifestazione delle nostre emozioni, ci rendiamo conto che molti di noi (tra cui molte donne) temono, non gradiscono o evitano questo linguaggio perche&#8217; \u2026perche&#8217; non posseggono gli strumenti per poter codificare tali manifestazioni. Quindi, come citato sopra, anche e soprattutto nell&#8217;esercizio a due ci riappropriamo di quegli strumenti indispensabili per relazionarci con chi ci e&#8217; accanto o di fronte attraverso l&#8217;ascolto, la cedevolezza, la morbidezza, l&#8217;aderire il seguire: strumenti questi dimenticati perch\u00e9 sostituiti dall&#8217;aggressivit\u00e0, dalla prepotenza, dal protagonismo.<br \/>\nLa pratica con un partner quindi, non deve essere vissuta in modo antagonista, ma piuttosto come un&#8217;apertura verso la comprensione dell&#8217;altro. Scoprire le similitudini fa comprendere e accettare le diversit\u00e0. Si apprende il rispetto, la tolleranza e si partecipa alla scuola della vita.<br \/>\nA testimonianza di ci\u00f2 riportiamo l&#8217;intervista effettuata ad alcune donne che praticano il Tai Chi.<br \/>\nCerchiamo di capire perch\u00e9 praticano questa disciplina, come sono giunte ad essa, cosa traggono da essa.<br \/>\nForse le loro parole instilleranno ad altre donne quel tanto sufficiente per avere la voglia di sapere di pi\u00f9, di provare a vivere quella meravigliosa disciplina &#8221; senza tempo&#8221; che \u00e8 il Tai Chi.<br \/>\nSeguono le quattro testimonianze:<\/p>\n<p><strong>Franca:<\/strong><br \/>\nAlla domanda di come e&#8217; stato il suo approccio al Tai Chi e quale significato ha per lei questa disciplina, risponde cosi&#8217;:<\/p>\n<p>&#8221; Mi trovavo a Rimini al Raduno Nazionale di Reiki nel 1995 e , tra le attivita&#8217; alternative alle quali noi partecipanti potevamo accedere, era presente anche il Tai Chi. La mia innata curiosita&#8217; mi spinse ad assistere alla dimostrazione di questa sconosciuta arte marziale. Cosi&#8217;, una mattina, in riva al mare alle 6,30 Salvatore, il maestro, inizio&#8217; ad eseguire la Forma delle 24 posizioni nello stile Yang con l&#8217;acqua del mare che accarezzava i suoi piedi.<br \/>\nQuesta sequenza lenta di movimenti che appariva per la prima volta ai miei occhi giunse fino alla mia essenza facendo vibrare un&#8217; emozione che mi commosse. Un contatto magico e totalmente invasivo sia fisicamente che spiritualmente. Fu il vero colpo di fulmine; un&#8217;attrazione verso questa arte che mi aveva affascinato in modo profondo. Capii che essa conteneva l&#8217;alchimia giusta per compensare la mia natura fortemente impulsiva, dinamica e muscolare. Provavo odio-amore, attrazione-repulsione verso quel movimento lento, calmo ed armonico cosi&#8217; lontano dalla mia natura e quindi cosi&#8217; sconosciuto. Decisi che dovevo provare. Non mi sbagliavo: oggi la pratica del Tai Chi e&#8217; parte integrante di me; una passione ed una conoscenza di cui non posso piu&#8217; fare a meno e che ogni giorno affonda in me con sempre maggiore consapevolezza e beneficio.&#8221;<\/p>\n<p><strong>Marcella:<\/strong><br \/>\nPraticare Tai Chi significa imparare a diventare morbidi,duttili,elestici e pi\u00f9 disponibili.Purtroppo la quotidianit\u00e0 ci rende a volte rigidi nei nostri abitualicomportamenti con noi stessi e con gli altri. Sopratutto per noi donne \u00e9 davvero difficile fare tutto quello che vorremmo in una giornata senza cadere nell&#8217;ansia, nella depressione o pi\u00f9 smaccatamente nella rigida suddivisione degli impegni. Cos\u00ec, tale comportamento si ripercuote anche nel nostro corpo. Ho dovuto imparare a superare le difficolt\u00e0 iniziali che consistono nel sentire di pi\u00f9 la nostra struttura corporea quindi, un p\u00f2 di male alle articolazioni e sopratutto alle gambe,che in questo modo si rafforzano e diventano con il bacino e le anche le radici del nostro movimento interno. Con il tempo e con l&#8217;allenamento il corpo si rilassa e da questa nuova consapevolezza sono riuscita a essere meno ansiosa e pi\u00f9 calma in generale. Questo giova molto a me e anche a quelli che mi circondano.<\/p>\n<p><strong>Paola:<\/strong><br \/>\nInizialmente sono stata affascinata dalla bellezza dei movimenti del Tai Chi, lenti, aggraziati, una danza naturale e cosmica nella quale si racchiude la filosofia dello Yin e dello Yang.<br \/>\nFu cos\u00ec che cercai una guida per iniziare la mia esperienza nell&#8217;arte della &#8220;Meditazione in movimento&#8221;.<br \/>\nLa grande scoperta \u00e8 stata nella pratica, la quale mi ha portato molteplici benefici, pi\u00f9 consapevolezza interiore, equilibrio e una maggiore energia psico-fisica. E&#8217; stato come incontrare un nuovo modo di vivere ed affrontare l&#8217;esistenza; attraverso il movimento interno si intuisce come poter conquistare una nuova forma di apertura mentale che aiuta a fluire con la corrente e a trasformarsi in qualunque cosa la situazione richieda.<\/p>\n<p><strong>Giulia:<\/strong><br \/>\nErano anni che andavo in palestra, ma a un certo punto arriv\u00f2 l&#8217;aerobica con i suoi decibel, poi il body building e tutto il resto: la tradizionale &#8220;ginnastica&#8221; era sparita e non sapevo pi\u00f9 che fare. Un amico mi sugger\u00ec di andare a vedere una lezione di Tai Chi: alle 7 del mattino! Forse fu proprio l&#8217;orario a far scattar la molla della curiosit\u00e0. Rimasi stupefatta e affascinata. La magia di quel lento e armonico fluire mi diede una sensazione come di eternit\u00e0, di immensit\u00e0, di cosmico. Di contatto con dimensioni profonde. Mi sentivo irrimediabilmente lontana dall&#8217;ineffabilit\u00e0 di quel movimento ma volli tentare di avvicinarmi.<br \/>\nCon il Tai Chi ho toccato con mano le mie &#8220;corazze&#8221;, le contratture dei miei muscoli e delle mie emozioni, il dispotismo della mente, la rigidit\u00e0 delle paure. La pratica del Tai Chi costringe a fare i conti con la propria &#8220;linea d&#8217;ombra&#8221;, a ricercare l&#8217;equilibrio tra i nostri opposti poli interiori, uomini o donne che siamo: calore e freddezza, opposizione e conciliazione, femminile e maschile. Un equilibrio mai statico, mai trovato per sempre, ma continuamente da cercare e da mettere in relazione: agli altri, alle situazioni, ai momenti. La bellezza del Tai Chi \u00e8 la sua duttilit\u00e0, il suo muoversi sul confine tra il &#8220;s\u00ec&#8221; e il &#8220;no&#8221;, tra il cedere e l&#8217;imporsi, il suo farti sentire un&#8217;alternativa tra l&#8217;una e l&#8217;altra possibilit\u00e0. Poter quindi scegliere con determinazione, in tutta serenit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Franca Fraschini Duvia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Cerchiamo che ogni momento ci appartenga: ma non sar\u00e0 possibile, se, prima, non cominceremo noi ad appartenere a noi stessi.&#8221; Seneca Uno dei desideri pi\u00f9 gettonati \u00e8 oggi poter non tanto fermare le lancette dell&#8217;orologio, ma rimpadronirsi &#8220;di una parte di tempo&#8221; che ogni giorno passa sempre pi\u00f9 veloce, scavalcandoci, travolgendoci, squilibrando massicciamente cos\u00ec l&#8217;ago della nostra bilancia ancestrale. Troppo veloci, dunque. Uomini e donne. La modernit\u00e0 ha partorito il grande inganno: l&#8217;illusione di un&#8217;equiparazione dei ruoli. 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Nonostante la nostra vita occidentale abbia delle radici culturali e spirituali assai distanti e differenti rispetto tale concezione filosofica orientale, in quest&#8217;ultima possiamo cogliere la chiave alchemica per porre sia rimedio a quello squilibrio che \u00e8 sempre pi\u00f9 evidente e ormai poco tollerato, sia riportare ordine in modo armonico e sereno tra corpo e mente, tra uomo e donna, tra materialit\u00e0 e interiorit\u00e0, tra forza e morbidezza. Praticando il Tai Chi si ha la dimostrazione fisica di come la cedevolezza e la morbidezza possano prevalere sulla forza e sulla durezza; offre una risorsa illimitata per rivalutare le potenzialit\u00e0 dello YIN, del femminile: un&#8217;indispensabile strumento per le donne per ritrovare la potenzialit\u00e0 del proprio essere profondo ancestrale, del proprio essere motore, della sessualit\u00e0 e della vita. 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Si apprende il rispetto, la tolleranza e si partecipa alla scuola della vita. A testimonianza di ci\u00f2 riportiamo l&#8217;intervista effettuata ad alcune donne che praticano il Tai Chi. Cerchiamo di capire perch\u00e9 praticano questa disciplina, come sono giunte ad essa, cosa traggono da essa. Forse le loro parole instilleranno ad altre donne quel tanto sufficiente per avere la voglia di sapere di pi\u00f9, di provare a vivere quella meravigliosa disciplina &#8221; senza tempo&#8221; che \u00e8 il Tai Chi. Seguono le quattro testimonianze: Franca: Alla domanda di come e&#8217; stato il suo approccio al Tai Chi e quale significato ha per lei questa disciplina, risponde cosi&#8217;: &#8221; Mi trovavo a Rimini al Raduno Nazionale di Reiki nel 1995 e , tra le attivita&#8217; alternative alle quali noi partecipanti potevamo accedere, era presente anche il Tai Chi. La mia innata curiosita&#8217; mi spinse ad assistere alla dimostrazione di questa sconosciuta arte marziale. 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La magia di quel lento e armonico fluire mi diede una sensazione come di eternit\u00e0, di immensit\u00e0, di cosmico. Di contatto con dimensioni profonde. Mi sentivo irrimediabilmente lontana dall&#8217;ineffabilit\u00e0 di quel movimento ma volli tentare di avvicinarmi. Con il Tai Chi ho toccato con mano le mie &#8220;corazze&#8221;, le contratture dei miei muscoli e delle mie emozioni, il dispotismo della mente, la rigidit\u00e0 delle paure. La pratica del Tai Chi costringe a fare i conti con la propria &#8220;linea d&#8217;ombra&#8221;, a ricercare l&#8217;equilibrio tra i nostri opposti poli interiori, uomini o donne che siamo: calore e freddezza, opposizione e conciliazione, femminile e maschile. Un equilibrio mai statico, mai trovato per sempre, ma continuamente da cercare e da mettere in relazione: agli altri, alle situazioni, ai momenti. 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